1700
cm 37,5 x 23,5
XVIII secolo
Compianto sul Cristo morto
Olio su lavagna, cm 37,5 x 23,5
Con cornice, cm 52 x 39
L’opera qui descritta presente elementi unici a partire dal supporto scelto per rappresentarla: una pietra calcarea come la lavagna, o ardesia, di colore nerastro e già per sua natura divisa in lastre sottili ma comunque facile da lavorare e levigare in vista di un uso simili. L’uso di supporti in pietra, fra cui va incluso anche il marmo, era già in uso presso gli antichi ma col tempo e soprattutto per motivazioni di trasportabilità e pesantezza non venne più utilizzato con la stessa frequenza. In Veneto, e in particolar modo a Verona, si ebbe fra Cinque e Seicento un incremento della pittura su ardesia tanto che anche grandi maestri come Tiziano, Leandro Bassano e Sebastiano del Piombo si cimentarono con questo tipo di supporto. In ambito veronese abbiamo l’esempio di Giovanni Battista Amigazzi (1589-1651), ma sono molte le opere dipinte su pietra che si conservano nei musei cittadini, come Palazzo Maffei o il Museo di Castelvecchio. Il desiderio di imitare la pittura su supporti lapidei derivante dagli antichi, la capacità di trattenere il colore, oltre a quella di conservare al meglio dagli sprofondamenti cromatici e infine l’estrema nobiltà dei materiali convinsero gli artisti veneti a optare per questo genere di materia. La scena del Compianto si svela con un’estrema tragicità, sia nelle pose che nelle espressioni del Cristo e della Vergine mentre guarda la luce divina proveniente dall’alto. Lo sfondo e il terreno si realizzano in una gamma di grigi che esaltano e focalizzano l’attenzione dello spettatore sui colori degli incarnati e dei panneggi, resi ancor più lucenti, quasi smaltati, tramite la particolare tecnica di imprimitura sull’ardesia. L’uso quasi astratto dei colori, estremamente vibratili entro contorni che marcano decisamente le figure nei volti e nelle anatomie screziate dagli strati di colore cangianti. Per uso della luce, ambientazione dai toni scuri, colori di impatto e impaginazione gli esempi dell’ultimo Tiziano, del Tintoretto, dei Bassano e volendo anche di El Greco, che molto apprese dai maestri veneti, sembrano accostarsi efficacemente a questo dipinto, già prossimo alla Repubblica per la s celta del supporto di cui abbiamo parlato più sopra.

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