cm 117 x 98
Ermanno Stroiffi (Padova, 1616 – Venezia, 1693)
San Girolamo
Olio su tela, cm 117 x 98
Con cornice, cm 135 x 119
Bibliografia di riferimento:
R. Pallucchini, La Pittura Veneziana del Seicento, I, Milano 1981, p. 337
D. Cristante, Novità ed aggiornamenti per Ermanno Stroiffi, in Arte Documento, 11, 1997, pp. 108-117
Già attribuito a Bernardo Strozzi e Pietro Negri, il dipinto è stato ricondotto da Filippo Pedrocco al catalogo di Ermanno Stroiffi. L’analisi dell’opera presenta aspetti qualitativi notevoli e la struttura disegnativa tradisce le influenze del Cappuccino, ravvisabile in modo particolare nel volto e in quegli impasti più energici e immediati, ma altrettanto evidente è la tensione tenebrosa e tonale, che denota una esecuzione attinente alle creazioni di Giovanni Battista Langetti e Johann Carl Loth. Questo aspetto suggerisce di trovarci al cospetto di una esecuzione matura, quando l’artista si affranca dagli insegnamenti del genovese e partecipa a pieno titolo al tenebrismo lagunare. Detto ciò, visto il tenore qualitativo del pittore, non sorprende l’elogio formulato da Marco Boschini nella sua Carta Del Navegar pitoresco, che definì lo Stroiffi un ‘Pitor che molto val, el so penel denota gran valor, le’ tutta vigoria, le’ tutto cuor’, un apprezzamento che innalza Stroiffi a un grado superiore rispetto a un semplice imitatore e, come i suoi colleghi sopracitati, in grado di rileggere il chiaroscuro tintorettesco e di Palma il Giovane, preannunciando i contrasti di lume di Giovanni Battista Piazzetta.
Stroiffi nacque il 20 ottobre 1616 a Padova come figlio del pittore fiammingo Giovanni (Jan o Johan, il suo nome fiammingo originale e il suo cognome non sono noti) che lavorava a Padova. Non si sa molto sulla formazione dell’artista: risulta essere però noto che divenne assistente nel laboratorio di Bernardo Strozzi. Il pittore di origini fiamminghe fu l’allievo prediletto di Strozzi, con cui collaborò in varie occasioni. Tra il 1645 e il 1654, quando era ancora all’inizio della sua carriera, Stroiffi viaggiò in varie città del centro nord Italia: particolarmente rilevante fu il soggiorno a Mantova, città dove ricevette varie commissioni da parte del potere ducale. Una volta raggiunta la maturità artistica, Stroiffi prese progressivamente le distanze dalle soluzioni barocche di Strozzi. Le opere mature, tra cui questo bel San Girolamo può essere annoverato con certezza, mostrano una grande attenzione alla dimensione luministica, che anticipa le soluzioni adottate nel Settecento da Tiepolo e Piazzetta.

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